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Inzago
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mwhaInzago (mwhqInzagh o mwhgInzaa in mwhwdialetto milanesecite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq11 471 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgcittà metropolitana di Milano in mwkwLombardia.
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Eventi
• Note
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Geografia fisica
Inzago fa parte del territorio della mwlwMartesana, infatti Inzago è attraversata a sud dal mwmaNaviglio della Martesana, che divide pressoché in due parti il paese, ed è lambita e attraversata a nord dal mwmqCanale Villoresi.
Storia
Le prime testimonianze accertate dell'esistenza di Inzago risalgono al mwnaIX secolo. Nell'aprile 840, mwnqAntelmo de mwngAndiciago (nome antico di Inzago) compare come firmatario ed attestatore di un documento per la cessione di diversi lotti nella bergamasca, detti mwnwsortes de terra, da parte di mwoaSighelberga figlia di mwoqOddone.
Nel marzo del 870, Garibaldo mwowVescovo di Bergamo, scrisse il suo testamento. In esso, Egli disponeva che ad Inzago, chiamato mwpaAnticiaco o mwpqAndiciago (in mwpglatino mwpwAnticiacum)cite-ref-5[5], venisse eretto uno mwraxenodochio dotato di una basilica officiata dedicata a mwrqSant'Apollinare da Ravennacite-ref-6[6] (successivamente intitolata a mwsgSant'Ambrogio, quando il borgo entrerà nelle proprietà del mwswMonastero di Sant'Ambrogio (Milano))cite-ref-7[7]. Stabilendo che essa, la basilica, fosse operata dal figlio di mwuaAntelmo, il mwuqchierico mwugGundelasio. Disponendo, assieme ad altre divisioni e spartizioni vitalizie, che alla morte di mwuwAntelmo e di mwvaGundelasio, i loro beni andassero al mwvqMonastero di Sant'Ambrogio, che già nel 848 aveva acquistato alcuni fondi e case ad Inzago.
Il testamento di Garibaldo cita poi per la prima volta il mwvwmonastero di Santa Maria di Wigelinda (diventato, poi, mwwamwwqmonastero di Santa Radegonda).
Pur avendo prova della cittadina solo durante l'mwwwalto medioevo, il territorio di Inzago venne attraversato fin dall'età antica dalla mwxaVia Gallica, descritta nell'mwxqmwxgItinerarium Burdigalense da un pellegrino anonimo nel IV secolo. Il resoconto della visita del Cardinale mwxwFederico Borromeo a Inzago nel 1605 indicava la Cappella della Madonna del Pilastrello fuori dal borgo, in un luogo detto "alle tre pietre" (mwyaad tres lapides). L'ipotesi è che queste tre pietre fossero i tre cippi miliari (XVI, XVII, XVIII) dell'antica strada consolare Mediolanum-Bergomum, parte dellmwyq'Itinerario Burdigalensecite-ref-8[8]. Risulta plausibile, che con le invasioni barbariche, le antiche mwzgstrade romane dirette a Milano divennero meno sicure. Un'alternativa fu offerta dai nuclei fortificati come Inzago, situati internamente e più difendibili (la cittadina nelle fonti è spesso indicata come mwzwCastrum Anticiacum, dotatasi di mura durante il X secolo per difendersi anche dalle mwaascorrerie ungare nel Nord Italiacite-ref-9[9]cite-ref-inzagostudistorici-it-10-0[10]cite-ref-1-11-0[11]). Questo scenario giustifica la fondazione dello xenodochio per i viandanti, voluto dal vescovo Garibaldo dopo l'870 e allo stesso tempo del plausibile spostamento delle pietre miliari dal tracciato originale per segnare il nuovo corso. Inoltre, ad ovest del borgo sorgeva l'antica cappella di San Vittore, citata nel mwdqmwdgLiber Notitiae, che fu poi fatta abbattere da mwdwSan Carlo Borromeo per le sue precarie condizioni.cite-ref-12[12]
Nel tramonto del X secolo, il borgo di Inzago entra nei possedimenti del mwgqMonastero di Sant'Ambrogio (Milano)cite-ref-13[13]. In questo periodo, il cuore del paese era rappresentato dal mwhgcastrumcite-ref-14[14]mwiw, massima rappresentazione del potere monacale sul borgo e ad oggi completamente abbattuto. Esso, nominato per la prima volta nel 941,cite-ref-1-11-1[11]cite-ref-2-15-0[15] è descritto come mwlacastrum monasterii, cinto da un mwlqfossatum castri, che isolava la parte fortificata composta da mura, torre e portone. Nel mwlgCastrum aveva residenza l'abate o chi ne faceva le veci. Esistette per tutto il corso del mwlwbasso medioevo tanto che nel 1241, quando ancora esisteva la sua funzione militare, gli inzaghesi dovettero ripristinare la torre, le mura e il fossato e un servizio di guardia, ma anche la sua funzione di mwmarecetto.cite-ref-2-15-1[15] L'ubicazione del mwnqcastrum è ancora molto dibattuta a causa dell'assenza di chiare fonti che ne descrivono la planimetria. Sono state proposte varie ipotesi rispetto al suo posizionamento; viene qui riportata l'immagine dell'ipotesi più plausibile.cite-ref-16[16]
Il passare dei secoli porterà Inzago ad ingrossarsi e ad espandersi, circondando il cmwowastrum con varie costruzioni. Questo lungo periodo è però caratterizzato da pesanti imposizioni degli Abati del monastero nei confronti dei coloni di Inzago che lavoravano le loro terre. Nel 1179, alcuni contadini, come viene espresso chiaramente in un documento del 1322cite-ref-inzagostudistorici-it-10-1[10]cite-ref-17[17], decisero di trasferirsi a mwraBellinzago Lombardo, nel tentativo di sottrarsi al pesante giogo che li vincolava al monastero di Sant'Ambrogio, ma oltre al danno derivante dal fatto di aver dovuto sostenere il trasloco materiale, subirono pure la beffa perché l'mwrqImperatore Federico, al quale si era rivolto l'abate mwrgArdengo Visconti, decise che sopra i coloni che si erano trasferiti a Bellinzago dovesse continuare a rimanere valida la stessa giurisdizione come quando abitavano a Inzago.
Tra il 1450 e il 1525 il mwsacastrum perdette la sua funzione di difesa militare originaria, venendo abbandonato e divenendo poco più di un rudere. Il suo fossato venne riempito e inglobato nella piazza. Dopo circa sei secoli di vita, il mwsqcastrum ormai diroccato fu venduto dai monaci agli Assandri nel 1535, e da questi in più riprese ai Raverta tra il 1556 e il 1557, che erano i proprietari confinanti. I Raverta occuparono la parte settentrionale del mwsgcastrum e vi costruirono una nuova casa padronale nel 1588 (che diverrà il nucleo originale dell'odierna villa mwswGnecchi-Ruscone). A fine XVI secolo fu abbattuta la chiesa di mwtasant’Ambrogio e la sua superficie si aggiunse alla piazza che molto probabilmente in questo periodo si allargò ulteriormente inglobando gli spazi meridionali del mwtqcastrum, con la conseguente modificazione dalla forma a L all’attuale sagoma asimmetrica e trapezoidale. Con il tempo le strutture del mwtgcastrum vennero abbattute ed i materiali ottenuti impiegati per altre costruzioni, garantendo la nascita della piazza cittadina, ora mwtwPiazza Grande, di dimensioni molto ampie se proporzionate alla grandezza del paese ed alle sorelle dei borghi circostanti.
La Cappella di San Rocco trova per la prima volta menzione nel 1556, come piccola struttura a mwuqvolta a botte aperta su tre lati, successivamente chiusi nei due decenni successivi. Le fonti la descrivono sul confine del mwugcastrum, che porta a ritenere che lo spazio occupato dalla costruzione fosse un tratto del vecchio fossato. Otterrà nei nel XVII secolo il mwuwpresbiteriocite-ref-18[18], e nei secoli successivi gli ampliamenti odierni, con affreschi e la nascita della confraternita di San Rocco soppressa nella seconda metà del XVIII secolo a causa delle politiche di mwwaMaria Teresa d'Austria e mwwqGiuseppe d'Asburgo.cite-ref-19[19]
Già nel tramonto del XV secolo la mwywRoggia Crosinacite-ref-referencea-20-0[20], un corso d'acqua artificiale che dalla mw0acascina Volta di mw0qCassano d'Adda arrivava fino alla mw0gcascina Giugalarga di mw0wGorgonzola, venne edificata. I diritti sulla Roggia Crosina furono concessi o acquistati dagli mw1aSforza, con proprietà distinte tra Inzago (famiglie Piola, Moneta, Brambilla...) e mw1qGessate. La più grande costruzione che interessò Inzago fu però il mw1gNaviglio della Martesana, costruito tra il 1457 e il 1471 da mw1wFrancesco Sforza, collegando Milano al fiume mw2aAddacite-ref-referencea-20-1[20]; In esso, proprio ad Inzago, è possibile ancora osservare il sistema di chiuse forse progettato dallo stesso mw3qLeonardo, che proprio nel tramonto del mw3gDucato di Milano mw3wsforzesco ivi visse. In generale, la ragnatela di corsi d'acqua e mw4aroggie garantiva un enorme fertilità del terreno (condizione diffusa in tutto il milanese), che proprio ad Inzago, con il mw4qNaviglio della Martesana, costruiva come una cinta muraglia d'acqua che cingeva il paese.cite-ref-21[21]
Tra il 1575 e il 1576, il Ducato di Milano viene colpito dalla mw5wPeste di San Carlo. Inzago viene ricordato come una delle località in cui l'epidemia si concentrò con più vigore. L'epidemia falcidiò in particolare il nord-nordovest del paese, nelle prossimità di quello che da quel momento verrà chiamato il mw6aCantun pelà (traducibile dal mw6qdialetto milanese come il cantone o quartiere spoglio).cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]
Stemma e Gonfalone
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 30 marzo 1942.cite-ref-24[24]
«
Troncato
: al 1º d’oro, all'aquila di nero, coronata del campo; al 2º di rosso, alla fascia d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.»
Lo stemma comunale si ispira a quello dell'antica famiglia lombarda dei de Inzago, presente a pagina 179 dello mw-gStemmario Trivulziano e a pagina 160 del volume II dello mw-wStemmario Cremosano.cite-ref-25[25]
Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura ondulata di rosso.cite-ref-26[26]
Monumenti e luoghi d'interesse
Il mwaqwNaviglio Martesana, regala al paese alcuni paesaggi particolari e ha contribuito nella storia ad attrarre nobili e borghesi che hanno fatto sorgere le loro dimore estive e che ancora oggi sono un bene per la comunità. Molte di queste negli ultimi decenni sono ritornate al loro vecchio splendore grazie ad alcuni privati che le hanno ristrutturate. Fra le più famose ci sono Villa Aitelli, Villa Magistretti, Villa Rey (o Reis, in mwaq0stile baroccocite-ref-0-27-0[27]) e Villa Facheris (ex sede della Banca BCC).
Lungo il Naviglio Martesana (in direzione Milano) sorge il complesso conventuale del Monasterolocite-ref-02-28-0[28].
Nella mwargchiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova la prima e più antica copia della mwarkSacra Sindone
Società
Evoluzione demografica
• mwar41 650 nel mwar81751
• mwase1 837 nel mwasi1771
• mwasq1 929 nel mwasu1805
• mwasc2 071 nel mwasg1809
• mwas83 576 nel mwata1853
Abitanti censiticite-ref-29[29]
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre mwatg2015 la popolazione straniera residente era di 873 persone. Le nazionalità più presenti erano:
• mwatsRomania 199
• mwat0Albania 135
• mwat8Marocco 124
Cultura
Eventi
La festa del paese ricorre ogni secondo fine settimana del mese di ottobre; è molto caratteristica come festa perché serve a rievocare le origini del paese e delle sue tradizioni. Le attrazioni maggiori sono la mwaumFiera del bestiame (che si tiene il lunedì) e la messa con la processione che parte dalla piazza.
Dal 2008 al 2019 a fine giugno, si è tenuto il Vintage Roots Festival in Piazza Maggiore, che ricreava l'ambiente Americano degli mwauuanni '50 attraverso costumi, bancarelle e musiche, come per esempio l'American Roots Music, quindi le correnti musicali in voga prima dell'avvento del Beat inglese (mwauy1963).
Infrastrutture e trasporti
Fra il mwauk1880 e il mwauo1931 la località ospitò altresì una fermata dalla mwaustranvia Fornaci-Treviglio-Caravaggiocite-ref-30[30]. Il passaggio per il paese seguiva il percorso della strada mwavaPostale Veneta, poi via Cavour, per proseguire lungo via Roma attraversando diagonalmente la centrale piazza Vittorio Emanuelecite-ref-31[31].
Il comune di Inzago è servito da autolinee interurbane gestite dalla società mwavyAutoguidovie.cite-ref-32[32]
Note
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Bibliografia
• citerefpifferiEnzo Pifferi, Laura Tettamanzi e Emilio Magni, da milano lungo i navigli, Como, Editrice E.P.I., 1987.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comuneinzago.urbiportal.it.
• citerefsapere-itInzago, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliInzago, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.